|
E' in vendita il nuovo libro DETTO TRA NOI. RACCONTO DELLA MANTOVANITA'
|
|
Amo quel braccio di Po
che le ultime piogge hanno allungato
tra il pioppo e la sabbia di secca,
una lingua di verde gonfia d'acqua
disegnata in golena.
E poi quel rientro, alla sera
sulla via dell'argine che profuma d'ortica
e un cielo impossibile sopra San Matteo:
mi basta per tutto.
AAGF
INTRODUZIONE
Mantova emiliana!? Qualche corregionale meneghino in effetti si sbaglia, a ciò indotto dalla controversa paternità dei cappelletti al ragù o dal dialetto che nel Basso Mantovano assume la molle cadenza modenese e reggiana. La naturale simpatia delle popolazioni d'OltrePo per i vicini padani è certamente acclarata ma il ceppo virgiliano - aggettivo che da solo basta a connotare le radici del territorio - è indubbiamente lombardo, così come lo spirito operoso e la capacità imprenditoriale della gente di qui.
Anzi, c'è chi insiste nel riproporre al forestiero gli elementi della cosiddetta mantovanità, un insieme di motivi condivisi e riconoscibili che definirebbe carattere e caratteristiche degli abitanti e del territorio; ma non è facile individuarne con precisione i tratti e nessuno ha mai spiegato cos'è.
Ecco, questo libro nasce dal tentativo di raccogliere argomenti noti e meno noti, per spiegare a noi stessi e al visitatore la natura e la forma di quel carattere: evitando gli usuali percorsi turistici esso propone un racconto sospeso tra attualità e memoria, che tocca luoghi, vicende e personaggi molto particolari. E indugia con malcelato affetto sugli aspetti tipici di questa provincia che spesso si presentano come irripetibili curiosità culturali: le eccellenze, i miti, la tavola, l'anima popolare e contadina, i primati, le molte ambizioni...
A proposito: qui i cappelletti si chiamano agnolini, non si condiscono col ragù ma con burro e salvia, e sono in perenne competizione con i tortellini veneti...
Ma questo è già un altro discorso.
|
|